DIZIONARIO GEOGRAFICO-RAGIONATO del Regno di Napoli
di Lorenzo Giustiniani - Tomo IX - 1805
TRENTENARA (TRENTINARA):
TRENTENARA, terra in Principato citeriore, in diocesi di Capaccio, distante da Salerno miglia 28 e 2 da Capaccio. Il Mannelli dice nella sua Lucania Ms. (manoscritto) che un tempo fu città, ed ebbe per suoi casali Giungano, e Covingenti (Convingenti).
Vedesi edificata sulla cima di un monte, che alcuni appellano Catenna (Cantenna), gode di buon aria e di bella veduta. E' abitata da circa un migliaio di persone addette all'agricoltura, ed alla pastorizia.
I prodotti consistono in frumento, vino, castagne, e ghiande per l'ingrasso de' maiali.
Nel 1532 fu tassata per fuochi 84 (ca. 420 ab.), nel 1545 per 92 (ca. 460 ab.), nel 1561 per 95 (ca. 475 ab.), nel 1595 per 92 (ca. 460 ab.), nel 1648 per 69 (ca. 345 ab.), e nel 1669 per 25 (ca. 125 ab.).
Nelle carte de' bassi tempi è detta Trentenaria. Se ne fa menzione nel catalogo de' baroni pubblicato dal Borrelli. Nel 1290 si possedea da Ugone di Susa. Indi si possedè dalla famiglia Brussona. La Regina Margherita la donò a Francesco, e Colella Trentenara (Trentinara). Si tenne ancor dal celebre Bernardino Rota, e ne fa menzione nelle sue poesie:
Solophon, cui Silaris pater est, cui Trentana mater,
Cui Jungana uxor, cui Cominenta Soror.
e in altro luogo:
Quaeque simul nostris modo Trentana paret habenis.
Nel 1601 il marchese Arcella la vende ad Antonio Caracciolo per ducati 22000, e dicesi co' suoi casali. Nel 1611 fu venduta da Marino Caracciolo col casale di Jungano (Giungano), e feudi di Spennazzo (Spinazzo), Reibaldo, Volpe, delli Mercati ec. per ducati 23000 a Marcantonio Morra. Nel 1626 Catarine Elena de Morra la vendè con altri casali a Pirro Minadois conte di Potenza per ducati 32000.
In oggi però è posseduta dalla famiglia de Angelis abitante in Sorrento col titolo di marchese.