1246 - Ruina di Capaccio (Distruzione di Capaccio)

Tratto da "COMPENDIO DELLE HISTORIE DEL REGNO DI NAPOLI"

1548 - COMPENDIO DELLE HISTORIE DEL REGNO DI NAPOLI

Composto da messer Pandolfo Collenutio - Edizione del 1548

Trattato contro Federico - S. Severineschi proditori (traditori) di Federico - RUINA DI CAPACCIO

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l'anno 1246

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Federico Imperatore in questo mezzo si stava à piacere con falconi a Grosseto in Maremma di Siena con intenzione di riposarsi alquanto, e ricrearsi in quel loco, quando li fu scoperto un trattato di alcuni baroni del regno contra la persona, e stato suo.

Capi del trattato erano Pandolfo da Fasanella, e Iacomo da Morra compagni ne la prodizione (nel tradimento) erano Thebaldo, Guglielmo, e Francesco da S. Severino, Ricciardo, e Roberto da Fasanella: Goffredo da Morra, e Gisolfo da Maima, haveano con loro indotto uno Andrea Cigala capitano molto amato da Federico, e era posto l'ordine di amazzarlo, finalmente per avviso del conte di Caserta, quale li mandò un suo messo secreto chiamato Giovanni da Presenzano: Pandolfo, e Iacomo, che erano appresso lo Imperatore, se ne fuggirono da la corte, li altri tutti con loro seguaci occuparono due castelli in principato, Schala (Scala), e Capaccio, e in quelli si feciono forti li servitori amici, e soldati di Federico, che si trovorono in quel paese, subito si strinseno insieme con gran sforzo a la persecuzione de li traditori, e in pochi dì (giorni) ottennono (conquistarono) Schala (Scala).

A Capaccio li stettono (li assediarono) dal principio di primavera fino al Luglio, e finalmente lo vinsono (vinsero) per forza, e fu saccheggiato, e brusciato e li habitanti tutti grandi e piccoli mandati à fil di spada li proditori (i traditori) ridutti in la roccha furono presi à mansalva, e de la pena, quale secondo le leggi civili si da à li parricidi che il padre, o la madre occidono, furono puniti: imperoche cusiti (cuciti) in sacco di coto (cotone), e con ciascuno di loro postovi dentro un cane una simia (scimmia),un gallo, e una vipera, furono gettati in mare, accioche privati deluso (dell'uso) di tutti gli eleměti (elementi), fosseno anchor vive da quelli animali insieme inimici, e per fame rabisi (rabiosi) lacerati e consumati.

Federico in quel mezzo nel reame si ridusse per componere le cose per la novità dè questo caso turbate, e oltra Capaccio, Altavilla anchora fu disfatto, e quanti si trovorono (trovarono) in quarto quinto grado attinenti à li traditori, à tutti furono cavati gli occhi, e poi furono brusciati (bruciati) in modo che quasi tutto il reame di tal vendetta senti.

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