1838 - Il fiume Alento nel Dizionario Geografico di R. Mastriani

1838 - DIZIONARIO GEOGRAFICO-STORICO-CIVILE del Regno delle Due Sicilie

di Raffaele Mastriani

1838 - DIZIONARIO GEOGRAFICO-STORICO-CIVILE del Regno delle Due Sicilie

ALENTO

ALENTO Fiume in Principato citeriore, che appartenne alla regione Lucana, leggendosi in un luogo di Teocrito: Profectus ad Halenta, inde cyclaminum (Partì per l'Alento e da lì alla ricerca di ciclamini); ed in altro gli scoliasti (annotatori di testi classici) di questo poeta si avvisarono, che Alento era un paese di Coo (isola in Grecia) così detto da un re di quell'isola, o un fiume della Sicilia. A me sembra però che avessero del tutto ignorato, trovarsi nel nostro regno un fiume del nome istesso, ma non è quello di Teocrito.

Licofrone nomina benanche il fiume Alento; ..... Non procul ab Alente fluvio (Non lontano dal fiume Alento); ma dal contesto si rileva che lo situa in Asia, e cosi meglio il suo scoliaste. Vibio Sequestre nell'elenco de' fiumi dice: Alyntos Lucaniam a Veliensibus dividit (L'Alento divide la Lucania dai Veliani). Indicherò dunque quello soltanto del nostro regno, tralasciando gli altri di tal nome nell'Asia e nella Sicilia, che per altro è detto Alesa. Cicerone fa menzione del nostro fiume. Strabone anzi vuole che da tal fiume Eleata fosse stata denominata Velia, prima detta Elea. Stefano Bizantino disse pur lo stesso.

Avrei qui ad oppormi gran fatto a taluni scrittori, come al Nizolio che lo dice Heletus, a Mario Nigro che lo situa 40 miglia da occidente e facendolo passare vicino ad Eboli, volle dippiù che abbia dato il nome a quella terra, al Baudran che lo chiama Pisciotta, e trasportandolo 14 miglia ad oriente, lo fa scaricare nel mare vicino Palinuro, ma non voglio dilungarmi, ben sapendosi che se i nostri storici sono incorsi spesso in errore, tanto maggiormente gli esteri, perchè niente pratici de' nostri luoghi.

È comune parere che tutta quella regione, chiamata in oggi Cilento, avesse presa la denominazione da quasi circum Alentum (intorno all'Alento), e questa più piace, che l'altra di quasi inter Silarum est Alentum (è tra il Sele e l'Alento), e non ci mancano ancor di quelli che vorrebbero detto il Cilento, quasi Cis Alentum (oltre l'Alento). Comunque sia, non posso determinare quando per la prima volta si fosse inteso tal nome in quella regione, per mancanza di monumenti a me ignoti.

Nella donazione fatta al monistero di S. Magno da Giovanni e Guaimaro principi di Salerno ch'è del 994, si dice: a parte orientis incipient ab ipsa serra de ipsa via de Cilento et descendit ab ipso fluvio... et badit in ipsa via que badit ad Cilenti, et descendit in fine de Batollisi (gli abitanti di Vatolla).

Questo fiume nasce da tre rivoli, uno cioè di sotto Magliano Nuovo e Gorga, vicino Trentinara, onde cantò il Valio: Gurga mihi patria est gelidis uberrima lymphis, Quae caput Alenti est...... (Gorga è la mia patria, ricchissima di acque gelide, la quale è la sorgente dell'Alento). L'altro cala da Monteforte, e'l terzo dalla montagna di Cicerale, o sia del distrutto castello di Corbella: indi proseguendo il cammino, unendo altre acque sotto Rotino, ben grande diviene e passando per fertili pianure, va ad occidente di Velia, dividendo il suo territorio da quelli di Casalicchio (Casal Velino) e di Aquavella (Acquavella), unendosi poi al Paliseo (Palistro), che cala da Sambiase (San Biase borgo di Ceraso), e all'altro fiume (forse si riferisce al torrente Badolato) che viene da Pattano e da Castelnuovo (Castelnuovo Cilento), si scarica finalmente nel mare, ove a piccola distanza è la scafa (barca senza vela usata per traghettare), perchè ivi non può affatto guadarsi.

Il Mandelli nella sua Lucania sconosciuta così descrive il corso di questo fiume che appella Aliento: Nasce sotto Magliano ed intrigandosi per una stretta valle in spessi raggiri finalmente sgorga nel Mediteraneo, poco lontano da Castell'a mare della Bruca, dove fu l'antica e tanto famosa Velia.

Fin da' mezzi tempi ritroviamo memoria di aver animati diversi molini. Nel Cronaco Cassinese, ove parlasi di alcune donazioni fatte a S. Benedetto circa l'anno 1096, si legge: cum molendinis sex in fluvio Alento (con sei mulini sul fiume Alento).

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